Se non siete troppo giovani, ricorderete senz’altro il mitico Commodore 64, upgrade del primissimo Commodore Vic 20. Tra il 1982 e il 1993 furono circa 30 milioni i pezzi venduti, che portarono il prodotto direttamente nel Guinness dei primati. Numeri e record che tradussero perfettamente in realtà il pensiero del padre fondatore: “Computer for the masses, not the classes”. Jack Tramiel, informatico polacco, sopravvissuto ad Auschwitz, emigrò in America e nel 1954 fondò la sua Commodore Business Machines, che si prefiggeva l’obiettivo di far entrare il personal computer in tutte le case del mondo.



La storia gloriosa della Commodore Business Machines finisce nel 1994: l’azienda dichiara bancarotta non riuscendo a reggere la concorrenza, che nel frattempo si è sviluppata in maniera aggressiva.
La forza delle mamme e delle promesse
Ma che cosa c’entra tutto questo con il Made in Italy? C’entra, c’entra, perché tra i 30 milioni di esemplari di Commodore venduti, uno finì tra le mani di Luigi Simonetti, romano, classe ’75, il giorno della sua prima comunione. Fu un’idea della madre quella di regalare un Commodore Vic 20 al figlio – lui avrebbe preferito un pallone – ma fu praticamente amore a prima vista: “Mi sentii un agente segreto che poteva scoprire qualsiasi cosa semplicemente scrivendo codici” racconta Luigi a StratUp Italia. Inizia così la sua passione per i computer che lo porta negli anni a diventare un collezionista e a possederne ben centosettanta!



Un momento difficile, una rinascita nel segno della passione
Un brutto incidente fa sì che Luigi perda la vista per oltre due anni, ma nel momento in cui la situazione migliora e almeno parzialmente la recupera, promette alla madre che sarebbe diventato presidente della Commodore. Uno slancio di entusiasmo che Luigi trasforma in realtà: con una complicatissima trafila burocratica riesce a recuperare il marchio statunitense e nel 2015 nasce finalmente la Commodore Industries Srl, una PMI innovativa Made in Italy con un centinaio di dipendenti e tre sedi.
Oggi Commodore Industries è impegnata soprattutto nella produzione di prodotti di elettronica di consumo: auricolari wireless, laptop e workstation pensate sia per il gaming che per sviluppare nuovi giochi. Esiste poi una divisione B2B – Commodore Engineering – che sviluppa soluzioni ad hoc per le aziende, con strumenti di formazione, sistemi CRM o ERP.
Il gaming nel DNA
Il marchio Commodore comunque resta soprattutto legato alle sue origini e quindi all’industria del gaming. La divisione deputata al gaming – Commodore Synapsy – comprende quattordici persone ed è al lavoro per sviluppare giochi sempre nuovi, capaci di incontrare le elevate aspettative dei gamer di oggi. Lo scorso anno l’azienda ha lanciato “Let’s go Grisu”, ispirato al celebre draghetto pompiere dei cartoni animati.


Luigi Simonetti, detto anche Mr. Commodore ha scritto un libro che racconta la sua incredibile storia e non possiamo che fare i complimenti a chi – dopo i tempi gloriosi di Olivetti – porta l’informatica Made in Italy nel mondo!
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