Quella che una volta era una falegnameria, oggi è un colosso da 800 milioni di euro. Ma la magia del Gruppo Saviola non sta nei numeri, sta nelle idee.
Quando in Italia si parla di eccellenza industriale e sostenibilità, il nome Saviola emerge con forza. Non è solo una delle storie imprenditoriali più brillanti del Made in Italy, è anche una delle più coerenti, innovative e visionarie. Una storia che nasce a Viadana, nella provincia di Mantova, nel 1963, dentro una falegnameria di famiglia. A fondarla è Mauro Saviola, figlio di falegnami, che guarda con occhi nuovi agli scarti del legno. Invece di considerarli rifiuti, li vede come risorsa. E da quell’intuizione – che all’epoca sembrava quasi folle – nasce l’idea di trasformare i residui di lavorazione in pannelli truciolari.



Da piccola impresa a leader mondiale del riciclo del legno
È da lì che inizia una lunga evoluzione industriale, fatta di investimenti, ricerca e grande coraggio. Anno dopo anno, impianto dopo impianto, quella piccola realtà si trasforma nel più grande riciclatore di legno al mondo. Oggi, il Gruppo Saviola dà nuova vita a oltre un milione e mezzo di tonnellate di legno post-consumo ogni anno. Niente viene abbattuto, tutto viene rigenerato.
Un ecosistema industriale che unisce tecnologia e ambiente
La vera forza del gruppo sta nella sua struttura integrata, un ecosistema industriale capace di unire il rispetto per l’ambiente con un’elevata specializzazione tecnologica. Il cuore produttivo continua a essere il legno: pannelli truciolari 100% ecologici, realizzati esclusivamente da legno riciclato.






Attorno a questo cuore ruotano anche l’anima chimica del gruppo, che sviluppa colle, resine e soluzioni a basso impatto ambientale, e la parte dedicata all’arredo, con mobili pronti da assemblare esportati in tutto il mondo. Una filiera completa che parte dallo scarto e arriva al design.
Una filosofia che mette al centro la natura
Il modello è circolare, dalla raccolta del legno al prodotto finito, e si basa su una filosofia precisa: “La natura ci dà il legno, noi glielo restituiamo”. È molto più di uno slogan: è un impegno quotidiano che coinvolge 140 centri di raccolta e una rete di collaborazioni con enti pubblici, aziende e comunità locali.



In pratica, ogni mobile dismesso può diventare un nuovo mobile. Ogni scarto, un’opportunità. Ogni fine, un nuovo inizio. Una filiera completa che parte dallo scarto e arriva al design, incarnando pienamente i valori del Made in Italy: qualità, bellezza e responsabilità ambientale.
Dietro ogni pannello, una storia di sostenibilità
Il Gruppo Saviola è oggi guidato da Alessandro Saviola, figlio del fondatore, che ha saputo rinnovare l’azienda mantenendo intatti i valori originari. La sostenibilità non è una moda, ma un principio industriale.
E proprio questa coerenza fa la differenza: i pannelli prodotti da Saviola sono presenti in milioni di case in tutto il mondo, spesso senza che chi li acquista ne conosca l’origine. Ma dietro ogni mensola, libreria o armadio c’è un ciclo virtuoso che ha salvato un pezzo di legno dalla discarica e lo ha rimesso in circolo.
Una crescita continua, senza rinunciare ai valori
Oggi il Gruppo ha superato gli 800 milioni di euro di fatturato, impiega oltre 4.000 persone in Italia e all’estero, e continua a investire in innovazione, design e nuovi materiali. La visione resta la stessa di 60 anni fa: creare un’industria utile, rispettosa e intelligente. Un’industria che dimostra, giorno dopo giorno, che fare impresa e fare bene al pianeta possono coincidere. Un esempio di come il Made in Italy sappia coniugare radici artigianali e leadership industriale globale, puntando su sostenibilità e innovazione.
In un mondo che cerca modelli sostenibili, Saviola è già un passo avanti. E ci ricorda che anche una falegnameria può cambiare il mondo.
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