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Made in Italy
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Triumph Group International – Made in Italy

Triumph, l’arte italiana di conquistare il mondo con gli eventi

Triumph Group International è oggi uno dei nomi più altisonanti nel mondo dell’organizzazione di eventi istituzionali e corporate che vanta un cuore profondamente italiano e lo sguardo sempre proiettato verso il futuro. Questa azienda è cresciuta combinando creatività, innovazione e una visione strategica fuori dal comune, un esempio di come il Made in Italy possa estendersi ben oltre il prodotto, trasformandosi in esperienza, emozione e pura cultura.

tempo di lettura6 minuti

Non tutte le storie di successo nascono da un freddo business plan. Alcune prendono vita da un’intuizione, da un gesto significativo, o da un simbolo che diventa icona. È esattamente così che inizia l’avventura di Maria Criscuolo, la mente brillante dietro Triumph Group International. Siamo negli anni ’80 e Maria sta organizzando uno dei suoi primi eventi. Per dare un tocco distintivo e riconoscibile, crea un simbolo che la identifica subito. In quell’occasione, la sua professionalità e la sua impronta inconfondibile le valgono un soprannome affettuoso: “la signora con la T”. Quella “T” non era solo un’iniziale, ma stava per diventare molto di più: un marchio di fabbrica, un’identità. Il nome Triumph racchiude due anime: quell’emblema distintivo e la Triumph Spider, un’auto sportiva inglese che Maria adorava. Un mix perfetto di eleganza, libertà e un tocco internazionale che riflette lo spirito dell’azienda fin dalle sue origini.

Dall’Italia al New York Times: l’ascesa del gruppo

Triumph non ha mai smesso di crescere, ma lo ha fatto con una coerenza e una determinazione ammirevoli, un passo alla volta. Da piccole iniziative locali, l’azienda è arrivata a orchestrare eventi di portata internazionale, lasciando un segno indelebile. Uno degli episodi più iconici di questa ascesa è il Congresso Mondiale dei Trapianti del 2000, celebrato nel cuore di Roma con una cena esclusiva allestita proprio al centro di Piazza Navona. Non era un evento qualunque: c’erano figure di calibro mondiale come Papa Giovanni Paolo II e Ian Wilmut, lo scienziato che aveva clonato la pecora Dolly. L’iniziativa ebbe una risonanza tale da finire addirittura sulla prima pagina del New York Times, un traguardo eccezionale per un’impresa italiana che aveva come obiettivo quello di unire sostanza e bellezza, impegno e spettacolarità.

Un motore perfetto

Oggi Triumph Group International è un vero e proprio ecosistema dell’evento. Con più di 170 dipendenti e sedi a Roma, Milano e Firenze, l’azienda vanta anche filiali all’estero in città chiave come Bruxelles, Singapore, Londra, Riad e Shanghai. Questa rete globale le permette di operare su scala mondiale, pur mantenendo un’anima profondamente Made in Italy.

In quarant’anni di attività, Triumph ha organizzato oltre 6.800 eventi, coinvolgendo circa 7,5 milioni di partecipanti. Sono numeri da capogiro che testimoniano non solo una grande capacità organizzativa, ma anche quella di esportare nel mondo una visione di evento tutta italiana, capace di unire emozione, eleganza e funzionalità. Ogni evento è un’opera d’arte su misura, cucita sulle esigenze del cliente e del contesto.

Tra droni, sfilate e summit

Triumph non si è mai fossilizzata su un solo tipo di evento, dimostrando una forte versatilità. Ha saputo spaziare tra le sfilate d’alta moda – come quelle per Valentino, dove la creatività italiana si esprime al massimo – e i summit istituzionali come il G8, che richiedono precisione e rigore assoluto. E non è tutto: l’azienda ha saputo abbracciare eventi altamente tecnologici, come quelli con sciami di droni che volano sulla laguna di Venezia o sui “supertrees” di Singapore, creando spettacoli mozzafiato che fondono arte e tecnologia in modo innovativo.

Triumph ha inoltre curato lanci globali per marchi di lusso e automotive – come il recente evento per Lamborghini, certificato con lo standard ISO 20121, una garanzia di sostenibilità e qualità – e ha affiancato grandi aziende in percorsi di comunicazione immersiva, sostenibile e spettacolare. Anche durante il G7 in Puglia del 2024, ha dimostrato di saper coniugare tradizione e innovazione, utilizzando l’intelligenza artificiale per la traduzione simultanea delle conferenze stampa.

Il segreto del successo Made in Italy

Ogni evento ha il suo dietro le quinte, e quelli di Triumph sono spesso pieni di sorprese e dettagli affascinanti. Una delle cose più impressionanti è la capacità dell’azienda di mantenere una coerenza di stile, pur lavorando in contesti diversissimi e con culture differenti. C’è poi un gusto tutto italiano per i dettagli, una vera e propria arte: un piatto servito con eleganza, una colonna sonora pensata ad hoc per creare l’atmosfera perfetta, un’illuminazione che racconta più di mille parole. Questo approccio quasi sartoriale rende ogni evento unico e indimenticabile.

Ma Triumph non è solo sinonimo di grandi eventi, ma anche di valori umani profondi: l’impegno per la donazione degli organi, il sostegno alla cultura e la valorizzazione dei giovani talenti sono da sempre parte integrante del loro DNA. Non a caso, Triumph è stata una delle prime aziende del settore a implementare programmi di mentoring per studenti universitari, offrendo loro l’opportunità di imparare dai migliori professionisti.

La sostenibilità: una scelta che fa la differenza

Nel 2021, Triumph è diventata ufficialmente Società Benefit, sancendo un impegno verso la sostenibilità ambientale e sociale non solo a parole, ma in modo misurabile e certificato. Il bilancio d’impatto annuale documenta azioni concrete: eventi sostenibili con una ridotta impronta ecologica, attenzione all’inclusione sociale, crescita professionale dei collaboratori e partnership etiche. Al proprio interno, Triumph ha infatti creato due dipartimenti specifici: uno dedicato all’innovazione e uno alla sostenibilità, che lavorano in sinergia per immaginare l’evento del futuro: meno impattante, più intelligente, più coinvolgente.

La storia di Triumph non è solo un esempio di successo imprenditoriale: è la dimostrazione che, in Italia, si può costruire un’impresa globale senza mai perdere l’anima. E che a volte, anche le storie più grandi cominciano con un’idea forte e una passione incontenibile.

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