Con l’estate arriva la voglia di ritrovarsi insieme per un aperitivo. E c’è un marchio che più di ogni altro è legato a questo rito tutto italiano: parliamo del Campari: più che un liquore, un simbolo. Con il suo colore rosso inconfondibile, il gusto amaro e l’eleganza tutta milanese, Campari è una delle icone del Made in Italy, conosciuta in tutto il mondo. Ma com’è nata questa leggenda?
Le origini
Tutto inizia nel 1860, a Novara, quando Gaspare Campari, liquorista e imprenditore, crea una bevanda unica, frutto di una miscela segreta di erbe aromatiche, frutta e spezie. La chiama Bitter all’uso d’Hollanda, e ottiene un successo immediato, ma sarà il figlio Davide a farne un fenomeno globale.


Pochi anni dopo Gaspare è a Milano, dove apre il Caffè Campari in Galleria Vittorio Emanuele II, il nuovo salotto della città. Il successo del Campari presto oltrepassa i confini del Caffè e nel 1904 Davide, che alla morte del padre aveva preso le redini dell’azienda, apre il primo stabilimento a Sesto San Giovanni e comincia l’esportazione all’estero. Davide ha una visione moderna: non vende solo un prodotto, ma un’idea di stile, socialità e gusto Made in Italy. Combina strategie commerciali innovative con una forte attenzione alla qualità del prodotto. Sotto la sua guida, Campari si espande rapidamente, aprendo stabilimenti e consolidando la sua presenza in vari mercati.
Campari e la cultura visiva: arte, pubblicità, design
Uno degli ingredienti segreti del successo di Campari è sempre stato il suo rapporto con l’arte e la comunicazione visiva. Guidato da una straordinaria attenzione al marketing e alla pubblicità, negli anni ’20 e ’30, il brand collabora con designer, illustratori e architetti di fama mondiale, che hanno contribuito a renderlo un sinonimo di stile e eleganza attraverso campagne iconiche. Particolarmente fruttuosa è stata la collaborazione con Fortunato Depero, che nel 1932 ha disegnato l’inconfondibile bottiglietta del Campari Soda, il primo aperitivo pronto da bere e venduto in confezione monodose.






Il Negroni e l’aperitivo all’italiana
Campari vuol anche dire Negroni, il cocktail a base di Campari, gin e vermouth rosso nato a Firenze negli anni ’20 e oggi una delle bevande più amate nei bar di tutto il mondo. Agli anni ’20 risale anche l’Americano, incluso come il Negroni, nella lista delle bevande ufficiali IBA, nella categoria The Unforgettable. Questi due cocktail, insieme allo Spritz, sono i re è il re dell’aperitivo italiano, quel rito sociale che combina relax, gusto e convivialità.
Il portafoglio prodotti
Nel corso del XX secolo, Campari è diventato un punto di riferimento globale nel settore degli aperitivi e oggi rappresenta un intero portafoglio di prodotti che abbraccia diverse categorie. Tra i marchi del Gruppo Campari troviamo nomi prestigiosi come Aperol, Wild Turkey, SKYY Vodka, Cynar, Averna e Grand Marnier. Questa diversificazione ha permesso all’azienda di soddisfare un’ampia gamma di gusti e preferenze.



Un impegno verso la sostenibilità
Oltre al successo commerciale, Campari si impegna attivamente nel campo della sostenibilità. L’azienda ha introdotto pratiche volte alla riduzione dell’impatto ambientale, come l’ottimizzazione dei processi produttivi e l’uso di materiali riciclati. Questo approccio riflette una visione moderna e responsabile, che tiene conto delle sfide globali.
Una celebrazione dell’eccellenza Made in Italy
Nel 2025 l’azienda è stata celebrata da una moneta emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Realizzata dall’artista Emanuele Ferretti, la moneta è in argento e ha un valore di €4. Su una delle due facce campeggia lo storico ‘Spiritello’, nato dalla fantasia di Leonetto Cappiello nel 1921 e prima mascotte del marchio.




Un brand globale che guarda al futuro
Campari non è solo un’azienda, ma un’icona culturale. Con la sua capacità di innovare, espandersi e influenzare la cultura mondiale, Campari rappresenta un vero e proprio orgoglio italiano.



Oggi il Gruppo Campari conta 18 stabilimenti produttivi, quattro in Italia (Canale, Novi Ligure, Alghero e Caltanissetta), tre in Giamaica e in Francia e uno in Brasile, Grecia, Scozia, Messico, Australia, Stati Uniti, Canada e Argentina. I dipendenti sono 4700, di cui 1200 solo in Italia, nella sede di Sesto San Giovanni e nei quattro siti produttivi.
In un mondo dove tutto cambia rapidamente, Campari rimane un punto fermo: l’eleganza dell’aperitivo, l’arte del cocktail, e la forza di un’identità che da più di 160 anni racconta l’Italia e il Made in Italy al mondo.
Scopri altre eccellenze italiane legate al rito dell’aperitivo.