Quando si parla di liquori che raccontano l’Italia, il Cynar è un’icona che non può mancare. Amaro a base di carciofo, dal gusto unico e riconoscibile, è nato grazie a un intreccio di storie imprenditoriali, intuizioni creative e campagne pubblicitarie che hanno segnato un’epoca.
La sua storia affonda le radici a Padova, nella Distilleria G.B. Pezziol, già celebre nell’Ottocento per il VOV, lo zabaione liquido ideato dal pasticcere Gian Battista Pezziol. Dopo anni difficili, la distilleria venne acquistata nel 1932 dai fratelli Dalle Molle, imprenditori visionari che la trasformarono in un laboratorio di innovazione.
L’intuizione di Rino Dondi Pinton
È proprio a Padova che, nel 1948, un giovane di appena 27 anni, Rino Dondi Pinton, responsabile della distilleria Pezziol e appassionato di distillazione, ha l’intuizione che cambia la storia del marchio. Insieme ad Angelo Dalle Molle mette a punto una ricetta segreta a base di foglie di carciofo e tredici erbe aromatiche. Inizialmente contraddistinta dalla sigla CaB1, la nuova miscela viene testata nei bar di Padova e Venezia, fino a trovare un nome destinato a diventare celebre: Cynar, dal termine latino Cynara scolymus, che identifica proprio il carciofo.



La forza della comunicazione
Il Cynar arriva ufficialmente sul mercato nel 1952, ma il suo decollo avviene grazie a un’operazione di marketing destinata a entrare nella storia della pubblicità italiana. Nel 1974, sul Carosello, l’attore Ernesto Calindri appare seduto a un tavolino in mezzo al traffico di Largo Mazzini a Monza, sorseggiando un Cynar “contro il logorio della vita moderna”. Quella scena diventa immediatamente iconica e lo slogan entra nel linguaggio comune, trasformando il Cynar da semplice liquore ad autentico fenomeno di costume.
Dal boom economico alla scena internazionale
Negli anni del boom economico, Cynar conquista rapidamente i consumatori, tanto che già nel 1955 un sondaggio Doxa lo colloca al secondo posto tra gli aperitivi più amati in Italia, subito dietro Campari Soda. L’azienda cresce, si consolida a Milano e si inserisce nel Gruppo Grandi Marche Associate, insieme a brand come VOV e Biancosarti.



Il passaggio decisivo arriva negli anni Novanta, quando Cynar entra a far parte del Gruppo Campari, che ne rilancia la distribuzione a livello internazionale. Oggi è tra i più venduti aperitivi Made in Italy e uno degli ingredienti prediletti dai bartender di tutto il mondo per la preparazione di cocktail originali e contemporanei.
Cynar oggi: un classico che parla al presente
La fortuna del Cynar sta proprio nella sua capacità di restare fedele alla sua anima, reinventandosi in ogni epoca. Se negli anni Settanta il logorio era quello del traffico cittadino, oggi lo slogan viene reinterpretato alla luce dei ritmi frenetici del lavoro e della vita digitale. Cynar diventa così un ponte tra passato e presente, capace di conquistare le nuove generazioni grazie al suo gusto erbaceo, autentico e meno zuccherino, perfettamente in linea con le tendenze attuali della mixology e dell’aperitivo “consapevole”.



Lunga vita a un’icona del Made in Italy
La storia del Cynar è legata indissolubilmente a quella del suo inventore. Rino Dondi Pinton scomparso nel 2025 alla veneranda età di 103 anni, un traguardo che sembra quasi confermare la bontà del suo “elisir”. Nel 2021 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo aveva insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce, riconoscendo non solo la sua lunga vita, ma anche il valore di un’invenzione che ha portato il gusto italiano nel mondo.



A più di settant’anni dalla sua nascita, Cynar continua a rappresentare una storia di successo del Made in Italy: dal laboratorio padovano alla ribalta internazionale, dalla bottiglia col carciofo alle nuove tendenze della mixology, fino al ritorno dello slogan che lo ha reso immortale. Un amaro che resta fedele alla sua missione originaria: aiutare a ritrovare un po’ di leggerezza, contro il logorio della vita moderna.
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