Se nel 2024 le bollicine italiane hanno superato quota 1 miliardo di bottiglie nel mondo, secondo i dati dell’Osservatorio UIV-Ismea, il merito va anche al talento visionario del grande enologo e imprenditore Franco Ziliani, che aveva il sogno di battere lo champagne e di creare un vino Made in Italy con le bollicine che portasse gioia al primo sorso. Ed è così che, nel cuore della Franciacorta, una terra lombarda ricca di tradizioni vinicole, caratterizzata da dolci colline e da un microclima ideale per la coltivazione della vite, all’inizio degli anni ’60 prende vita la rivoluzione delle bollicine italiane.
L’incontro che cambia le cose
Tutto ha inizio quando, nel 1955, si incontrano due figure decisive: il conte Guido Berlucchi e il giovane enologo Franco Ziliani, classe 1931, originario di Travagliato (BS) e diplomato alla Scuola di Enologia di Alba. Questo incontro darà il via a un progetto audace: creare in Franciacorta uno spumante secondo il metodo classico, come quelli prodotti in Champagne.
Il conte Berlucchi aveva chiamato Ziliani per stabilizzare un Pinot che produceva nelle sue terre. Ziliani, però, volle rilanciare: “E se facessimo anche uno spumante alla maniera dei francesi?”
La nascita del Franciacorta: un sogno che diventa realtà
Il 1961 è l’anno zero del Franciacorta: dopo alcuni anni di tentativi, dalle cantine Berlucchi escono le prime 3300 bottiglie di “Pinot di Franciacorta”, uno spumante metodo classico che si distingue fin da subito per eleganza e finezza. È l’inizio di una storia di successo che trasformerà la Franciacorta da territorio sconosciuto a sinonimo di eccellenza enologica. Il passaparola tra intenditori e ristoratori fa decollare la fama di Berlucchi, aprendo la strada a una vera e propria rivoluzione nel panorama delle bollicine italiane. Un successo che crea un territorio: nel 1967 la zona viene riconosciuta come DOC e, nel 1995, come DOCG.
La crescita di un’icona
Negli anni seguenti, l’azienda cresce rapidamente, ma non si limita a cavalcare l’onda del successo: vengono messi a punto nuovi vini, attraverso costante ricerca e innovazione, tra cui, già nei primi anni ’60, il primo rosé metodo classico italiano.



L’azienda investe in tecnologie all’avanguardia, ma resta fedele ai principi del Metodo Classico: fermentazione in bottiglia, lunghi affinamenti sui lieviti, grande attenzione alla qualità delle uve. I vini Berlucchi si fanno apprezzare in Italia e nel mondo, diventando protagonisti di celebrazioni, eventi e brindisi memorabili.
Così, la Franciacorta inizia ad affermarsi non solo come zona produttiva, ma anche come simbolo di eleganza, qualità e metodo tradizionale – anticipando ciò che oggi rappresenta uno degli apici delle bollicine italiane.
Berlucchi oggi: simbolo di eccellenza e sostenibilità
Berlucchi è un punto di riferimento internazionale per il Franciacorta, ambasciatore del gusto Made in Italy e della cultura dell’ospitalità. La cantina produce milioni di bottiglie ogni anno e continua a innovare, ponendo grande attenzione alla qualità, alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del territorio.






Dalle storiche cantine di Borgonato, i Franciacorta Berlucchi raggiungono ogni angolo del mondo, portando con sé il profumo della tradizione e la freschezza dell’innovazione. Nel 2022, il prestigioso riconoscimento di Gambero Rosso come “Winery of the Year” ha confermato che Berlucchi continua a essere un riferimento per chi cerca il massimo delle bollicine Made in Italy.
Oggi la Guido Berlucchi & C. S.p.A. è di proprietà dei tre figli di Ziliani (Paolo Ziliani, Cristina Ziliani, Arturo Ziliani), produce milioni di bottiglie all’anno e fattura circa 42 milioni di euro!
Auguri a tutti e soprattutto a chi brinda con bollicine italiane nel mondo, perché, come direbbe Franco Ziliani, “Ogni brindisi che si rispetti è un punto di arrivo e al contempo un punto di partenza!”
Scopri le storie di altre eccellenti bollicine Made in Italy.