Oggi parliamo di un’azienda che ha saputo trasformare la magia del Natale in arte, portando nelle case di milioni di persone un pizzico di poesia e tradizione. La storia di Moranduzzo è più di una semplice storia di azienda: è una storia tutta italiana, fatta di passione, tenacia e capacità di reinventarsi, attraversando cambiamenti enormi e restando fedele a valori di qualità, artigianato e bellezza. Ogni ornamento natalizio, ogni statuina di presepe, ogni albero artificiale recano con sé non solo materiali e colore, ma anche un pezzo di storia, di resilienza e di tradizione.
Una famiglia avventurosa
Tutto ha inizio nel tardo XIX secolo, quando Adolfo Moranduzzo, originario di Castello Tesino (Trento), e sua moglie Olga Krasirova aprono due gioiellerie a Mosca e Kiev. La Rivoluzione Russa costringe Adolfo e Olga a fuggire e a tornare in Italia. Si stabiliscono a Firenze, dove, negli anni Venti, aprono un elegante negozio di arredi sacri e bigiotteria in via della Condotta. Questa nuova attività, improntata alla qualità e all’artigianato, segna l’inizio di un’eredità destinata a evolversi e a lasciare il segno.



1946: la nascita del Natale “firmato” Moranduzzo
Nel 1938 Dario ed Elena Moranduzzo rilevano dagli zii il negozio di Firenze. Sotto la loro guida, l’azienda compie un passo decisivo e, nel 1946, nasce la prima fabbrica italiana di decorazioni natalizie. Il primo prodotto fu un “ghiacciolo” galvanizzato in argento: un addobbo semplice ma simbolico, nato in un’Italia che cercava speranza e rinascita dopo la guerra. Da quel momento, la produzione di oggetti natalizi diventa il cuore dell’attività, e il marchio inizia a farsi conoscere come pioniere delle decorazioni festive in Made in Italy.



Dall’artigianato alla produzione industriale
Negli anni Cinquanta e Sessanta, la domanda di decorazioni natalizie crebbe esponenzialmente. Moranduzzo, comprendendo il cambiamento dei tempi, iniziò a sperimentare nuovi materiali e introdusse sul mercato due rilevanti innovazioni: nel 1952 la ghirlanda in PVC e nel 1954 la lampadina natalizia “a pisellino”. Queste novità rivoluzionano il mondo delle decorazioni, rendendole più sicure, accessibili e facilmente distribuibili. Nel 1960 la svolta è ancora più netta: l’azienda realizza il primo albero di Natale artificiale in PVC, in sostituzione di materiali tradizionali come piume, viscosa o fili metallici.



In quegli anni, il marchio cresce anche sul piano industriale e, nel 1966, viene inaugurata una grande sede produttiva a Scandicci, simbolo del successo e dell’espansione aziendale, ma il gusto e la cura dei dettagli, propri della lavorazione artigianale, restano intatti.
La passione per il Natale
Ogni creazione di Moranduzzo è il frutto di una profonda passione per il Natale e per le sue tradizioni. Le statuine del presepe, i pastori, gli animali e le scenografie sono realizzati con una maestria che si tramanda di generazione in generazione. Ogni dettaglio, dal colore alle espressioni dei volti, è pensato per evocare la magia e il calore delle feste, in perfetto stile Made in Italy.






La crescita internazionale
Dagli anni Ottanta in poi, Moranduzzo ha saputo conquistare mercati internazionali, grazie a una strategia basata sulla qualità e sulla varietà. In questo periodo l’azienda rafforza la propria identità artistica con l’acquisizione di Cromoplasto e l’inizio della collaborazione con lo scultore Martino Landi. Nasce così la linea di presepi “Landi”, caratterizzata da statuine dipinte a mano, con grande cura dei dettagli.
Oggi le decorazioni Moranduzzo sono presenti nelle case di tutto il mondo, simbolo di uno stile e di una tradizione Made in Italy che non conoscono confini.
Le difficoltà e la rinascita
Gli anni 2000 portano nuove sfide: la pressione del mercato e la globalizzazione spingono l’azienda ad allontanarsi dalle proprie radici e a vivere una crisi d’identità, soprattutto a causa di una fase in cui importazioni e logiche commerciali prendono il sopravvento sull’artigianalità e sul Made in Italy. Agli inizi degli anni 2010, però, la nuova generazione della famiglia decide di invertire la rotta e di puntare su produzione Made in Italy, artigianalità e design autentico. Nascono così nuove collezioni, pensate per durare, capaci di rilanciare il marchio sia in Italia sia all’estero.



Oggi, Moranduzzo non è più un’azienda che produce solo decorazioni natalizie, ma si è trasformata in un vero e proprio brand lifestyle, con oggetti di design, complementi d’arredo e collezioni per la casa, mantenendo però intatto lo spirito originario di artigianalità, qualità e design senza tempo.
Innovazione e sostenibilità
Nonostante il forte legame con la tradizione, Moranduzzo non ha mai smesso di innovare. Negli ultimi anni l’azienda ha investito in tecnologie all’avanguardia e in processi produttivi sostenibili, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo una cultura aziendale attenta sia alle persone sia al territorio. Questo spirito pionieristico ha permesso all’azienda di mantenere la propria leadership e di continuare a essere un punto di riferimento nel settore.






Nel mondo contemporaneo, dove la produzione di massa spesso perde l’anima, Moranduzzo dimostra che è possibile conciliare artigianato, design e modernità: una realtà che racconta il Natale, ma anche il valore del lavoro, della famiglia e dell’identità culturale italiana — ogni giorno dell’anno.
Oggi la Moranduzzo, che in 75 anni di attività ha superato un’alluvione, una crisi finanziaria e un incendio, è alla terza generazione, ha sede a Firenze, detiene il 30% del mercato italiano di decorazioni natalizie e presepi di qualità, vende online, ha decine di dipendenti e fattura milioni di euro!
Complimenti a chi porta la gioia e lo stile Made in Italy del Natale nel mondo!
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