C’è chi aspetta la manna dal cielo e chi, invece, la porta nel mondo. È quello che ha fatto Fiasconaro, storica azienda dolciaria siciliana che da un piccolo laboratorio di paese è arrivata a conquistare i mercati internazionali con i suoi panettoni e dolci artigianali.
La storia comincia nel 1953, a Castelbuono, suggestivo borgo medievale nel cuore delle Madonie. Qui Mario Fiasconaro apre un bar-pasticceria per offrire granite e dolci della tradizione locale, preparati con il ghiaccio raccolto dalle neviere della montagna. Ma sarà il figlio Nicola a intuire che il vero futuro dell’azienda non era nella cassata o nel cannolo, bensì in un dolce tipicamente “del Nord”: il panettone. Una scelta visionaria, quasi controcorrente, che ha trasformato un prodotto milanese in un capolavoro siciliano e, col tempo, in un simbolo del Made in Italy.
Il panettone alla manna: quando la Sicilia incontra il mondo
Negli anni Ottanta i primi panettoni artigianali firmati Fiasconaro escono dal forno. Tra questi spicca il celebre Mannetto, reso unico da un ingrediente speciale: la manna, la linfa zuccherina che sgorga dai frassini delle Madonie, estratta a mano in piena estate dai cosiddetti “mannaruoli”. Questo legame diretto con il territorio conferisce al prodotto un’anima tutta siciliana, capace di differenziarlo da qualunque altro dolce natalizio.






Da quel momento l’azienda cresce costantemente. Nicola, insieme ai fratelli Fausto e Martino, trasforma il laboratorio di Castelbuono in una realtà internazionale. Oggi Fiasconaro esporta in oltre 60 Paesi, con un fatturato che nel 2024 ha raggiunto i 34 milioni di euro. Gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato estero, seguiti da Spagna, Svizzera e Francia. A breve verrà aperto anche un temporary store a Manhattan, a conferma della volontà di presidiare i mercati chiave con una presenza diretta.
Dalla NASA all’Antartide: curiosità e primati
La storia di Fiasconaro è costellata di episodi curiosi che rafforzano il suo mito. Nel 2007 alcuni dolci a base di panettone e pasta di mandorla vengono scelti dalla NASA e portati a bordo dello Shuttle Discovery. A Natale 2023, invece, i panettoni di Castelbuono raggiungono i ricercatori italiani in Antartide, trasformandosi in un simbolico abbraccio di festa arrivato fino ai confini del mondo. Nel 2020 è arrivato anche il riconoscimento istituzionale: il Presidente Sergio Mattarella ha nominato Nicola Fiasconaro Cavaliere del Lavoro. Una nomina che ha un significato profondo: non un semplice riconoscimento, ma un’onorificenza che racchiude un’intera storia. La storia di una famiglia.



Radici e territorio: il valore del Made in Italy
Nonostante la dimensione globale, l’azienda mantiene un fortissimo legame con la Sicilia. Il 45% del fatturato viene reinvestito localmente, sostenendo produttori e filiere del territorio. Ingredienti come pistacchio di Bronte, il cioccolato di Modica, mandorla, agrumi e manna continuano a essere i protagonisti delle ricette, rendendo i dolci Fiasconaro ambasciatori autentici del Made in Italy nel mondo. I prodotti Fiasconaro sono il frutto di una continua ricerca di sapori antichi e genuini, espressione autentica della tradizione contadina dell’Isola, coniugata al più rigoroso controllo dei requisiti di ogni fornitore e di ogni singola fornitura.






Una filosofia che guarda lontano
La filosofia di Nicola Fiasconaro è racchiusa in una frase diventata celebre: “In Sicilia tutti facevano le cassate. Io, invece, volevo fare i panettoni”. È proprio questa capacità di guardare oltre senza dimenticare le radici che ha reso i panettoni Fiasconaro un simbolo di eccellenza italiana. Oggi, con un fatturato solido, decine di dipendenti e una presenza in oltre 60 Paesi, l’azienda continua a dimostrare come dal cuore di un borgo siciliano si possa arrivare a parlare al mondo.



Fiasconaro è un esempio di come il Made in Italy sappia coniugare tradizione, qualità e creatività, portando i sapori della Sicilia oltre i confini nazionali senza perdere la propria identità. È la prova che un territorio, le sue storie e le sue materie prime possono diventare ambasciatori di eccellenza in tutto il mondo, rendendo la nostra cultura gastronomica un patrimonio globale da gustare e ammirare.
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