Che cosa hanno in comune un viaggio in Vespa verso Londra, il guscio di un’aragosta e le tute degli astronauti? La risposta è Dainese, il brand vicentino che dal 1972 ridefinisce i confini della sicurezza per i piloti di tutto il mondo e che oggi è uno dei marchi più riconosciuti al mondo nel settore dell’abbigliamento tecnico per motociclisti e sport estremi. La sua storia rappresenta un esempio concreto di come il Made in Italy possa coniugare design, tecnologia e sicurezza, trasformando un’azienda artigianale in un punto di riferimento globale.
Un viaggio, un’idea
Tutto ha inizio nel 1968, quando un giovanissimo Lino Dainese parte da Vicenza per Londra in sella alla sua Vespa. Vedendo i motociclisti inglesi con le loro tute in pelle, intuisce che la sicurezza può diventare una via da seguire. Quattro anni dopo fonda la sua azienda e nasce il primo pantalone da motocross in pelle, un prodotto che anticipa le esigenze di una comunità in crescita. In un’epoca in cui l’abbigliamento tecnico era rigorosamente nero, Dainese introduce anche il colore, aumentando la visibilità e aprendo la strada alle sponsorizzazioni.



Rivoluzione tecnologica e collaborazioni iconiche
Gli anni Ottanta segnano un punto di svolta per l’azienda. Al 1979 risale la protezione dorsale, il famoso “paraschiena”, progettato con il contributo di piloti leggendari come Barry Sheene. Questa collaborazione segna l’inizio di una filosofia aziendale fondata sul dialogo continuo con i piloti, come Giacomo Agostini e Valentino Rossi, e sulla ricerca costante di soluzioni sempre più avanzate. Nel 1980 vengono realizzati i primi knee slider per proteggere le ginocchia nelle pieghe estreme e, nel 1983, viene introdotta l’aragosta, il paraschiena con placche articolate. Ma le innovazioni non finiscono qui. Anche la tuta si trasforma: non solo viene riprogettata per adattarsi alle posizioni in sella, ma integra protezioni morbide e strutture rigide per assorbire e disperdere meglio le forze degli urti. Nel 1988 arrivano la gobba aerodinamica e gli stivali da indossare sotto la tuta.
Oltre il motociclismo
Con il passare degli anni, Dainese espande il suo know-how anche ad altri sport ad alto rischio, come la mountain bike, lo sci, l’equitazione, e la vela. Nel 1994 il paraschiena viene introdotto nel mondo degli sport invernali, con gli atleti della nazionale azzurra, come Kristian Ghedina e Deborah Compagnoni, che usano le protezioni Dainese in Coppa del Mondo.



Il vero salto nel futuro arriva con il progetto D-air®, il sistema di airbag integrato nelle tute e nei giubbotti, lanciato agli inizi del nuovo millennio. Una tecnologia che anticipa il concetto moderno di protezione attiva, capace di intervenire prima dell’impatto. Nello stesso periodo compare il primo casco da sci Dainese, sviluppato in collaborazione con il pluricampione Lasse Kjus.
Dalle piste allo spazio: Made in Italy senza confini
Frutto della collaborazione fra l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e il Dainese Science and Research Center, nel 2015 viene sviluppata Skinsuit, una tuta progettata per ricreare gli effetti della gravità all’interno della stazione spaziale e contrastare l’allungamento della spina dorsale.



Ma le avventure spaziali di Dainese non si fermano qui. Insieme a Dava Newman, docente di astronautica al MIT di Boston, ha realizzato i primi prototipi della Biosuit®, progettata per rendere le tute utilizzate dagli astronauti per le attività extraveicolari più facili da indossare e meno rigide, favorendo una maggiore libertà di movimento.
Protezione dalla testa ai piedi
Negli anni il catalogo di Dainese si è arricchito e ora comprende, oltre all’abbigliamento tecnico, accessori – guanti, stivali e maschere –, caschi, protezioni e sistemi elettronici all’avanguardia. Una diversificazione rafforzata anche dall’acquisizione nel 2007 di AGV, storica azienda italiana produttrice di caschi, e nel 2020 di TCX, un altro prestigioso brand italiano specializzato in stivali e calzature per il motociclismo. L’azienda continua a investire in ricerca e sviluppo, mantenendo saldi i valori di passione, innovazione e sicurezza che l’hanno contraddistinta fin dall’inizio.






Premi e riconoscimenti
Dainese è sinonimo non solo di eccellenza, ma anche di design. Nel 1999 la tuta T-Age è la prima (e unica) tuta in pelle a vincere il prestigioso Compasso d’Oro ADI, uno dei più ambiti riconoscimenti internazionali nel design. Nel 2017 la tuta da competizione Dainese Mugello R D-Air®, il casco AGV Pista GP R e la gamma di protettori di ultima generazione Pro-Armor ottengono il Red Dot Award nella categoria Product Design. Infine, nel 2015 Lino Dainnese ha ricevuto dal presidente Mattarella il prestigioso premio Leonardo per l’Innovazione, attribuito a imprenditori la cui azienda si sia distinta per innovazione di qualità nei prodotti, combinata con una forte proiezione internazionale, commerciale e produttiva.
Protezione e sostenibilità
Per Dainese la sostenibilità è parte integrante della propria mission: sviluppare soluzioni per la protezione delle persone nello sport e nella vita quotidiana. Questo si traduce nello sviluppo di prodotti progettati per durare nel tempo e affrontare qualsiasi sfida senza compromettere la sicurezza. L’azienda, oltre ad adottare pratiche responsabili nella scelta dei materiali, privilegiando soluzioni innovative e processi produttivi che riducono l’impatto ambientale, ha anche avviato il progetto LIFE IMPACTO, che mira a recuperare i materiali plastici dei caschi giunti a fine vita.
Presente e futuro di un’icona italiana
Dalle origini, Dainese è cresciuta fino a diventare un marchio globale, con stabilimenti produttivi in 4 paesi (Italia, Tunisia, Romania e Vietnam), oltre a negozi e sedi in tutto il mondo. Mantiene un forte legame con l’Italia e con la propria identità di eccellenza del Made in Italy e continua a studiare materiali, biomeccanica e dinamica degli impatti per realizzare sistemi di protezione che salvano vite senza rinunciare a stile e comfort. La filosofia aziendale rimane invariata: la sicurezza non deve essere un limite, ma uno strumento per migliorare la performance e la libertà di movimento.
Complimenti a chi innova e porta la sicurezza Made in Italy nel mondo!
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