La storia di Gallo – storico brand che rappresenta l’eccellenza artigianale italiana – è un brillante esempio di come il talento possa trasformare ogni cosa, persino un paio di calze da uomo, in un prodotto cult! L’avventura di Gallo inizia a Milano nel 1927 quando la famiglia Colombo avvia un piccolo calzificio di qualità. Da allora, il marchio si è distinto per l’attenzione ai dettagli, l’utilizzo di filati pregiati e la capacità di innovare mantenendo vive le radici dell’artigianalità Made in Italy.
La nascita di un’icona
Nel dopoguerra Ambrogio Colombo, classe ’23, trasferisce la produzione a Desenzano del Garda, dove tuttora si trova l’unico stabilimento, e fonda la Siam (Società Anonime Industrie Manifatturiere). In questo periodo l’azienda realizza solo calze da uomo, grigie e blu, classiche e di qualità, grazie all’uso di materiali pregiati, perché dovevano soddisfare un solo requisito: durare a lungo. Colombo, però, intuisce che la produzione industriale di filati ha bisogno di un brand riconoscibile e compra il marchio Gallo.
Gli anni sessanta e le calze con i buchi
Ambrogio è un pioniere e un innovatore. Negli anni Sessanta lancia una linea di calze dedicate ai bambini, fatte a mano e con un elastico interno, ma la vera novità è che sono traforate. Inizialmente sono un flop. Catturano però l’attenzione di uno storico negozio di Bologna che ne intuisce il potenziale. Da lì l’azienda decolla, dimostrando che l’audacia paga.



Un’altra novità introdotta da Ambrogio sono le calze per neonati, le più piccole mai realizzate: fino ad allora, infatti, le taglie partivano dai sei mesi d’età.
Gli ingredienti del successo
L’azienda continua a crescere e a produrre calze di altissima qualità con materiali pregiati come cotone egiziano, lana merino, seta e cashmere, e utilizzando i telai Bentley (si, proprio la Bentley delle auto di lusso) che consentono di realizzare lavorazioni particolari. E l’unico strumento per farsi conoscere è il passaparola: le prime pubblicità arrivano solo negli anni ’70.



La rivoluzione multicolor
Negli anni ’90, dopo diversi bilanci in rosso, Ambrogio passa il testimone al figlio Giuseppe che si rende conto che le calze Gallo “dal punto di vista della lavorazione non potevano esser superate, grazie alla qualità delle materie prime. Non potevo cambiare la forma – quella era la forma prodotta dai telai. Potevo lavorare sulla texture sui colori e sui disegni. Ai tempi i telai lavoravano fino a tre colori – io ne volevo usare di più, e usare la tela come fossi un pittore.”






È l’inizio di una vera e propria rivoluzione. Le calze diventano multicolor, con righe di proporzioni diverse o piccoli disegni, trasformandosi da accessorio scontato a dettaglio significativo che permette di affermare la propria personalità in ogni occasione. Nascono prodotti iconici, mai visti prima, da collezionare o da abbinare a seriosi doppiopetto. Calze immediatamente riconoscibili, così belle da essere regalate e mostrate con orgoglio.
Artigianalità e innovazione
“La storia di Gallo dimostra che abbiamo sempre considerato le calze da uomo, donna e bambino prodotti migliorabili, per i quali trovare soluzioni di produzione innovative e materiali esclusivi” ha detto Colombo. Quindi innovazione unita a cura per i dettagli e artigianalità: ogni paio di calze Gallo è progettato per garantire una vestibilità perfetta, senza cuciture ingombranti e con una resistenza superiore all’usura.



I dettagli che fanno la differenza
Le calze Gallo non sono semplicemente un capo d’abbigliamento: sono una dichiarazione di personalità, sono icone di stile. Con il loro inconfondibile mix di tradizione e innovazione, sono la prova che anche i dettagli più piccoli possono fare una grande differenza.
Oggi Gallo, guidata da Giuseppe Colombo, produce ancora nello storico stabilimento a Desenzano sul Garda (BS), ha 200 dipendenti, decine di negozi monomarca in Italia, fattura decine di milioni di euro e vende online in tutto il mondo.
Complimenti a chi trasforma la realtà in emozioni e porta il Made in Italy nel mondo!
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