Vai al contenuto
Made in Italy
Menu di navigazione
Unidata – Made in Italy

Unidata: 40 anni di ingegno digitale

Unidata ha attraversato tutte le fasi dell’evoluzione tecnologica, dagli albori di Internet fino alle sfide dell’Intelligenza Artificiale. Con infrastrutture modernissime, data center verdi, reti in fibra e un impegno concreto per il Made in Italy, ha dimostrato che anche in Italia si può fare innovazione, investire sul territorio e portare servizi all’avanguardia con competenza e visione.

tempo di lettura6 minuti

Era il 1985 quando tre giovani ingegneri, Renato Brunetti, Claudio Bianchi e Marcello Vispi cominciavano a muovere i primi passi nel mondo dell’informatica, in un’epoca in cui nessuno sapeva bene come sarebbe cambiata la vita di tutti noi. Nel giro di pochi anni, quando si cominciavano a intravedere le opportunità di Internet, Brunetti e il suo team decisero di intraprendere questa strada, e nel 1994 Unidata diventò uno dei primi Internet Sevice Provider (ISP) Made in Italy.

Poi, nel 1999, tra speranze internet e bolle speculative, arrivò l’offerta di Cable & Wireless e la decisione di vendere. Una scelta vincente che ha permesso ai tre soci di riacquistare l’azienda nel 2003 a un prezzo inferiore e di poter disporre di capitali per lanciarsi in nuove avventure, fino a diventare protagonista nel settore delle telecomunicazioni e dei servizi digitali.

Fibra, data center e un’immensa visione territoriale

Nel 2002 Unidata inizia a costruire il primo data center e la propria rete in fibra ottica, mettendo le basi delle infrastrutture che le avrebbero garantito indipendenza e qualità dei servizi offerti. Poche aziende all’epoca avrebbero scommesso su infrastrutture così imponenti, ma Unidata ha continuato a farlo e oggi gestisce una rete in fibra di quasi 7.500 km, oltre ad avere progetti come il cablaggio del Centro Italia e la posa di cavi sottomarini tra Liguria e Sicilia.

Dall’IoT al cuore delle cose

Arriva il 2016 e Unidata comincia a interessarsi di Smart City e IOT. Entra nella LoRa Alliance® e lancia la sua rete LoRaWAN®, capace di connettere migliaia di sensori con consumi ridottissimi. Ne nascono servizi come UniWAN per gestire smart city o reti private, e UniOrchestra, piattaforma cloud modulare per strumenti intelligenti e scalabili. Una sorta di architetto della rete, capace di dare struttura a soluzioni custom, fruibili anche dalle PMI.

Nel frattempo, i contatori intelligenti diventano protagonisti: in grado di intercettare le perdite idriche e proteggere una risorsa vitale, segnalano i consumi anomali in tempo reale. Poi l’accordo con Enel X e la creazione di smart home complete di videocamere, sensori, e lampadine per vivere meglio, in modo più sicuro ed efficiente.

Ma il cuore di questo racconto tocca una pagina di inclusione. Unidata ha armato di banda larga le carceri italiane, permettendo laboratori, connessioni culturali e attività teatrali dentro le mura. Una scelta che ha dimostrato quanto la tecnologia possa servire alla ripartenza delle persone.

Un occhio all’ambiente e uno sguardo al domani

Non è solo una questione di tecnologia: Unidata punta anche alla sostenibilità. Usa energia rinnovabile e cerca di ridurre l’impatto ambientale delle sue infrastrutture, dimostrando che l’innovazione può andare d’accordo con il rispetto per l’ambiente.

Se i data center girano al ritmo delle rinnovabili, un finanziamento da 50 milioni da banche e SACE dà carburante ai progetti IoT e infrastrutturali. Con un piano industriale fino al 2027 che punta a ricavi tra 140 e 145 milioni, margini in crescita e investimenti per oltre 57 milioni, l’azienda scommette su data center, IoT, smart city e AI.

Una storia che parla italiano ma punta al mondo

La storia di Unidata è la storia di una realtà Made in Italy che non inventa soluzioni spettacolari, ma costruisce percorsi solidi e sostenibili. Un mix tra pragmatismo e visione, ispirazione industriale e narrazione sociale. Un percorso guidato sempre dai fondatori, con radici sul territorio, attenzione per l’ambiente, e uno sguardo verso l’inclusione e la democrazia tecnologica. In un panorama dove i giganti esteri dominano, Unidata ha trasformato questi 40 anni in un biglietto da visita per l’Italia. Un invito a credere nel talento, nell’ingegno e nella capacità tutta italiana di innovare.

Oggi il team conta ben oltre 220 persone tra Roma, Milano e Bari, e il bilancio parla chiaro: un fatturato cresciuto da 15 milioni nel 2019 a oltre 100 milioni nel 2023. Il primo trimestre 2025 conferma la solidità: 25,5 milioni di ricavi (+1%) con un EBITDA in crescita. Una scalata sostenibile, che ha trasformato Unidata in uno dei pochi operatori Made in Italy autonomi e orientati all’innovazione.

Scopri altre eccellenze Made in Italy del mondo della scienza e della tecnologia.