Il Giro d’Italia non è certo una competizione al femminile: l’unica donna a partecipare infatti fu Alfonsina Strada, prima nel 1917 e poi nel 1924, un’edizione non a squadre che faticava a raccogliere iscritti. Eppure, ironia della sorte, nelle prime due edizioni del Giro (1909 e 1910), è una bicicletta dal nome di donna a trionfare e il suo nome è Atala. Il marchio è nato nel 1907 a Milano, quando Angelo Gatti, ex dirigente della Bianchi, fondò “Atala – fabbrica di velocipedi”. Il nome è un omaggio alla madre di Gatti, Atala Naldi, e il logo è uno scudetto rosso e blu.
Le prime vittorie e i “quattro moschettieri”
Fin dagli inizi Gatti supporta una sua squadra di ciclismo con la quale partecipa alle prime edizioni del Giro. I successi non tardano ad arrivare: Luigi Ganna e Carlo Galetti vincono infatti le prime due edizioni del giro, rispettivamente nel 1909 e nel 1910. Nel 1912 un altro importante successo: Atala vince la gara a squadre con i “quattro moschettieri”, Luigi Ganna, Giovanni Micheletto, Carlo Galetti ed Eberardo Pavesi.



Passaggi di proprietà e nuovi successi
Tra il 1916 e il 1919 la proprietà di Atala passa alla Società Artale & C, dal 1919 al 1938 alla società S.A. Emerico Steiner, che alla produzione di biciclette affiancherà fino al 1934 quella di motociclette.
Nel 1938 il marchio Atala viene acquistato dall’imprenditore Cesare Rizzato, produttore padovano di telai con il marchio Ceriz. Rizzato aggiungerà dopo Atala i marchi Maino e Dei con i quali negli anni Sessanta firmerà diversi successi.



Dal 1982 al 1989 Atala sponsorizza con i suoi telai la squadra Atala-Campagnolo, che firma la vittoria di diverse tappe del Giro d’Italia, in particolare grazie al velocista svizzero Urs Freuler che si aggiudica anche una classifica a punti.
In seguito, l’azienda entra in un periodo di crisi, a causa dei costi di produzione elevati rispetto alla concorrenza straniera.
Un mercato in crescita
Oggi Atala Spa è proprietà al 50% della multinazionale olandese Group Accell e commercializza biciclette professionali, biciclette fitness, biciclette a pedalata assistita e per il tempo libero. La sede del magazzino si trova a Monza e la produzione avviene in Italia, in Turchia e in Turkmenistan e in altri paesi asiatici.


Oggi il 60% del fatturato viene realizzato all’estero e nonostante l’over-produzione che ha caratterizzato gli anni del lockdown e che ha riguardato tutti gli operatori del settore, il mercato della bicicletta è in crescita, anche grazie alle nuove opportunità aperte dalle e-bike.
Complimenti a chi porta in tutto il mondo la tradizione delle due ruote italiane!
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