Ci sono storie che nascono quasi per caso e finiscono per rappresentare un intero Paese. Quella di Niko Romito è una di queste. Oggi è uno degli chef italiani più riconosciuti a livello internazionale, ma il suo percorso inizia lontano dai riflettori, tra le montagne d’Abruzzo, dove tradizione familiare e spirito di ricerca si incontrano.
Un percorso inaspettato
Niko Romito non nasce cuoco. Studia economia e, dopo la scomparsa del padre, inizia a lavorare nel ristorante di famiglia a Rivisondoli. Quella che inizialmente è una scelta dettata dalle circostanze diventa presto una vocazione. In modo autodidatta, Romito costruisce una cucina personale basata su essenzialità, studio della materia prima e tecnica rigorosa, e in soli 7 anni ottiene la prima stella Michelin.




Il passaggio decisivo arriva con il trasferimento del ristorante Reale a Castel di Sangro, dove prende forma un progetto gastronomico radicale e contemporaneo. Nel tempo, questo percorso porta al massimo riconoscimento: tre stelle Michelin, che rendono Reale uno dei ristoranti più importanti della cucina italiana contemporanea. Il Ristorante Reale, ospitato all’interno del complesso Casadonna, non è solo un luogo dove mangiare: è un laboratorio di ricerca sulla cucina italiana. Qui Romito sviluppa un linguaggio gastronomico fondato sulla sottrazione e sulla purezza dei sapori, dimostrando come la semplicità possa diventare alta cucina. Questo approccio ha contribuito a ridefinire l’immagine della cucina italiana contemporanea, dimostrando che tradizione e innovazione possono convivere in equilibrio.
Un gruppo che unisce cucina, formazione e impresa
Intorno al Reale nasce nel tempo il Gruppo Niko Romito, una realtà che integra ristorazione, formazione e produzione alimentare. Tra i progetti più significativi c’è l’Accademia Niko Romito, scuola di alta formazione professionale che prepara nuove generazioni di cuochi e di professionisti della ristorazione. Gli studenti completano il loro percorso con esperienze nei ristoranti del gruppo, in Italia e all’estero. Accanto alla formazione, Romito sviluppa anche progetti legati alla produzione alimentare di qualità, come pane, pasta e altri prodotti che trasferiscono la ricerca gastronomica in una dimensione quotidiana e accessibile.




I ristoranti nel mondo
Uno degli elementi che hanno reso Romito ambasciatore del Made in Italy è la capacità di portare la cucina italiana contemporanea oltre i confini nazionali. Con il progetto “Il Ristorante – Niko Romito”, realizzato in collaborazione con Bulgari Hotels, la sua cucina è arrivata in città come Milano, Dubai, Pechino, Shanghai e Parigi. In questi spazi, l’esperienza gastronomica diventa un racconto della cultura italiana, dove cucina, design e ospitalità dialogano tra loro. Accanto alla ristorazione fine dining, Romito sviluppa anche il format Spazio Niko Romito, dedicato a una cucina italiana contemporanea più informale ma sempre fondata su qualità e tecnica.



Innovazione e cultura della cucina italiana
Nel corso degli anni, Romito è diventato una voce autorevole nella promozione della cucina italiana come patrimonio culturale. Lo chef ha sostenuto iniziative per il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO, sottolineando il valore economico e culturale della tradizione gastronomica nazionale. Parallelamente, collabora con realtà industriali e istituzioni per progetti di innovazione nei settori food e della formazione imprenditoriale, come iniziative dedicate alle startup della ristorazione.
Un simbolo contemporaneo del Made in Italy
La storia di Niko Romito racconta un modo moderno di interpretare il Made in Italy: partire da un territorio, studiarne la tradizione e trasformarla in un linguaggio universale. Dalla cucina di famiglia in Abruzzo ai ristoranti internazionali, dalla formazione dei giovani chef alla produzione alimentare, il suo percorso dimostra come la cucina italiana possa evolvere senza perdere identità.
È proprio questa capacità di unire radici, ricerca e visione internazionale a rendere Niko Romito non solo uno chef, ma anche un interprete contemporaneo dell’eccellenza italiana nel mondo.
Complimenti a chi, unendo passione, tradizione e innovazione, porta la cucina italiana nel mondo!
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