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Nonino - Made in Italy

Nonino: la storia di una passione

La grappa ha una storia plurisecolare, ma è sempre stata considerata un prodotto povero, grezzo adatto solo per riscaldarsi. Sono stati Giannola e Benito Nonino con la creazione nel 1973 della prima grappa di singolo vitigno, a iniziare una vera e propria rivoluzione che ha trasformato la grappa in un’eccellenza del Made in Italy nel mondo.

tempo di lettura6 minuti

“Historia de una passione”: così avrebbe forse intitolato Luis Sepulveda il film che avrebbe voluto dedicare alla storia della famiglia Nonino, azienda friulana che oggi è sinonimo di grappa italiana di qualità nonché una delle poche realtà tutte al femminile con una storia lunga ben 127 anni.

Una storia di successo che inizia nel 1897, quando Orazio Nonino fonda a Ronchi di Percoto (in provincia di Udine) una piccola distilleria. Prima di allora si dice che Orazio distillasse la vinaccia “a domicilio”, andando direttamente nelle case dei contadini con il suo carretto.

Fino agli anni 70 del Novecento, però, la grappa non era certo un prodotto pregiato, anzi, si poteva considerare qualcosa di grezzo, di contadino, adatto giusto per riscaldarsi. Di degustazione non si parlava nemmeno, un bicchiere di grappa era una cosa che si trangugiava e via.

Silvia, Giannola e le altre

La reggenza femminile della distilleria inizia nel 1940 quando Silvia Nonino, dopo la morte del marito Antonio, diventa la prima donna a capo di una distilleria. Niente di strano in realtà, se si considera che la conoscenza della botanica è fin dai tempi antichi appannaggio delle donne. E infatti porta la firma di Silvia Nonino l’”Aperitivo Bianco Nonino”.

La svolta arriva però nel 1973 quando Benito Nonino e la moglie Giannola Bulfoni si affidano a un’intuizione rivoluzionaria: distillare le vinacce di un solo vitigno: il Picolit. Si tratta di un’uva prestigiosa e soprattutto rappresentativa della terra che la produce: il Friuli. I costi si dimostrano però troppo elevati per il consumatore finale, soprattutto per un prodotto che fino ad allora non era stato considerato particolarmente prestigioso.

Il marketing di Giannola e gli influencer ante litteram

È qui però che entra in campo il talento di Giannola, che capisce l’importanza non solo della qualità, ma anche dell’immagine del prodotto e decide di confezionare la grappa in preziose ampolle di vetro soffiato con etichette millesimate e scritte a mano da Giannola stessa. A questo punto la donna decide di regalare il prezioso prodotto a un numero di “influencer” ante litteram: Gianni Agnelli, Sandro Pertini, Eugenio Scalfari, Indro Montanelli, Marcello Mastroianni, Sean Connery e tanti altri ancora.

Da quel momento tutto cambia. Un rappresentante di casa Agnelli effettua un cospicuo ordine e Silvana Mangano decide di farne dono ai suoi amici in America. il 2 Giugno 1998 Giannola Nonino viene nominata Cavaliere del Lavoro e due anni dopo, nel dicembre del 2000, il prestigioso periodico Wine Spectator, apre il servizio dedicato alle acqueviti proprio con la Grappa Monovitigno Picolit Nonino.

Leadership, femminile plurale

Oggi Nonino distillatori Srl è leader mondiale della grappa artigianale di alta qualità. L’azienda è guidata ancora dalla famiglia Nonino, giunta alla sesta generazione. Le tre figlie di Giannola sono tutte ai vertici dell’azienda: Cristina, Antonella, Elisabetta, insieme alla nipote Francesca Bardelli Nonino, responsabile Web riconosciuta “Influencer della Grappa”.

Ma non bisogna dimenticare il ruolo che le donne ricoprirono fin dall’inizio della storia dell’azienda. Era infatti compito delle mogli dei contadini che lavorano per i Nonino, quello di separare le vinacce Picolit dal resto. Un’attività del tutto nuova, che i mariti non intendevano svolgere perché ritenuta inutile e noiosa ma che l’azienda paga alle donne con una maggiorazione del 100%, contribuendo così alla loro indipendenza economica. 

Il premio Nonino

Ma il vitigno del Picolit è solo l’inizio. Giannola e Benito riuscirono a ottenere – non senza fatica – il riconoscimento ufficiale degli antichi vitigni autoctoni del Friuli tra cui Schioppettino, Pignolo, e Ribolla gialla. Tutto questo diventò possibile grazie anche al Premio Nonino Risit d’Aur – Barbatella d’oro, che metteva in palio un milione di lire per quanti avessero messo profuso impegno nel mettere a dimora queste antiche varietà.

Nel 1977, al Premio Nonino Risit d’Aur si affianca il Premio Nonino di Letteratura con l’obiettivo di raccontare e mantenere viva la memoria della civiltà contadina. Con Mario Soldati presidente della giuria, il premio porta a casa Nonino moltissimi tra i più importanti scrittori e intellettuali, italiani e internazionali.

Nonino ha una sede storica a Ronchi di Percoto (UD), quaranta dipendenti, un fatturato di 17 milioni di euro nel 2022 e vende in tutti i continenti.

Complimenti a chi, cercando la qualità, rivoluziona e porta la grappa Made in Italy nel mondo!

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