Silenzio, parla Agnesi, la pasta più antica d’Italia

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Pasta Agnesi

“La più parte degli Italiani ignora la materia prima con cui sono fatti gli spaghetti, nonostante su ogni astuccio ci sia scritto farina di semola”
Vincenzo Agnesi

Nel mese di ottobre (per la precisione il 25) ricorre il ‘World Pasta Day’, ma in Italia è il pasta day un po’ tutti i giorni dato che da otto secoli è il “primo piatto” d’eccellenza nel nostro Paese. (Chissà se è ancora vero che la maggioranza degli italiani ne ignora la materia prima?).

Un settore produttivo, quello della pasta, con un’esportazione in continua crescita (+18% nel 2021), grazie anche a pastifici che nel tempo sono diventati simbolo del Made in Italy.

Oggi vogliamo parlare a questo proposito di pasta Agnesi, il più antico marchio di pasta secca della storia, che ha fatto conoscere maccheroni e spaghetti in tutto il mondo.

È il lontano 1824 quando Paolo Battista Agnesi acquista a Pontedassio un mulino che consente di macinare 120 quintali di grani al giorno, fondando così la Paolo Agnesi & Figli con l’obiettivo di  produrre direttamente la pasta. Il figlio Giuseppe, dopo un soggiorno in Francia, apprende nuovi metodi di macina, acquista un nuovo e più grande mulino a Oneglia e, grazie a un consistente aumento della produzione, spinge la famiglia ad armare una propria flotta di velieri per rifornirsi di grano Taganrog dall’Ucraina, ritenuto il migliore per la realizzazione della pasta secca. È questo il motivo per cui un veliero, che ancora oggi campeggia sui pacchi di pasta Agnesi, è diventato simbolo dell’azienda.

Pasta Agnesi

Nel 1887, un terremoto distrugge il mulino di Pontedassio e danneggia quello di Oneglia. L’anno successivo, Giacomo Agnesi subentra al padre alla guida dell’impresa e decide di concentrare tutte le attività sulla costa.

Sarà però Vincenzo Agnesi, classe 1893, a dedicare tutta la vita al miglioramento tecnologico della produzione e ad ampliare decisamente l’azienda. Laureato in ingegneria a Roma e decorato con due medaglie per aver combattuto con onore nella Prima Guerra Mondiale, Vincenzo automatizza completamente lo stabilimento. Il processo venne completato alla fine della Grande Guerra quando, anche grazie all’integrazione tra mulino e pastificio, Agnesi riuscì a produrre spaghetti senza la necessità di alcun intervento manuale.

Studioso e imprenditore appassionato, Cavaliere del Lavoro, grande conoscitore della storia e delle proprietà qualitative di farine e grani, autore di molti scritti, Vincenzo Agnesi fu considerato “un maestro indiscusso” nel suo settore, anche da Pietro Barilla.

Nel 1985 lo spot divenuto famoso per Carosello con il claim “Silenzio parla Agnesi” era ispirato proprio alla personalità pacata ma severa di Vincenzo, che tutti ascoltavano in rispettoso silenzio. Lo spot diventa un tormentone e un cult, e viene premiato con il Leone d’Oro al Festival Internazionale per la Creatività di Cannes.

Oggi Agnesi, con sede a Fossano (Cuneo), fa parte del Gruppo Colussi, ha decine di dipendenti, fattura milioni di euro e vende in tutto il mondo.

Complimenti a chi porta la pasta italiana sulle tavole del mondo!

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