Nel 2021 Harrison Ford, in sella a una Colnago, ha attraversato per 1600 km il deserto del Messico. Un’impresa alla Indiana Jones che la dice lunga su questo marchio di bici da corsa Made in Italy che ha rivoluzionato il ciclismo mondiale.
Nata da una piccola bottega artigianale in Brianza, l’azienda di Cambiago è diventata negli anni uno dei marchi più prestigiosi al mondo nella costruzione di biciclette da corsa, capace di scrivere pagine di storia dello sport insieme ai più grandi campioni del ciclismo internazionale.
Ernesto Colnago e la nascita di un sogno
A tredici anni Ernesto Colnago, classe 1932, pur di lavorare come saldatore alla fabbrica di bici Gloria di Milano, falsifica i documenti anagrafici. Inizia anche a correre in bicicletta, ma una caduta lo costringe ad abbandonare l’agonismo. Nel 1954 Ernesto apre una piccola officina a Combiago, in provincia di Milano, ma la svolta arriva nel 1955, quando risolve un problema tecnico della bicicletta di Fiorenzo Magni. Magni, colpito dalla competenza del giovane meccanico, lo volle con sé al Giro d’Italia: fu l’inizio del legame tra Colnago e il grande ciclismo professionistico.


Due anni dopo, nel 1957, è la bicicletta costruita da Colnago a portare Gastone Nencini alla vittoria del Giro d’Italia — lo stesso anno in cui Ernesto introduce la piegatura a freddo dei foderi delle forcelle, una delle prime innovazioni tecniche del marchio.
Nel 1969 arriva un’altra svolta tecnica importante, con l’introduzione delle congiunzioni in microfusione, molto più resistenti rispetto a quelle utilizzate fino ad allora.
Colnago e i campioni: da Merckx a Saronni
La reputazione dell’azienda cresce rapidamente grazie alla collaborazione con i più importanti ciclisti professionisti, a partire da Eddy Merckx, che contribuì a rendere Colnago famoso nel mondo. Il campione belga, soprannominato “il Cannibale”, vinse alcune delle gare più importanti della sua epoca anche grazie a biciclette preparate con l’accuratezza tipica dell’officina di Cambiago. Uno dei momenti più significativi arrivò nel 1972, quando Eddy Merckx stabilì il record dell’ora con una speciale bicicletta Colnago, progettata per massimizzare leggerezza ed efficienza aerodinamica.
Negli anni successivi, il marchio accompagnò altri campioni come Gianni Motta, Giuseppe Saronni e numerose squadre professionistiche.
Il marchio che ha fatto la storia: l’asso di fiori
Il simbolo di Colnago non è sempre stato quello che conosciamo oggi. Inizialmente il marchio era uno scudetto con un’aquila, una freccia e i colori dell’iride. Solo nel 1970, dopo la vittoria di Michele Dancelli alla Milano-Sanremo, su consiglio dell’amico giornalista Bruno Raschi, compare per la prima volta sui telai costruiti a Cambiago il celebre asso di fiori, che da quel momento diventerà il marchio distintivo di Colnago in tutto il mondo.

Il carbonio e la collaborazione con Ferrari
Tra le innovazioni più importanti introdotte da Ernesto Colnago spicca senza dubbio l’utilizzo della fibra di carbonio nel mondo delle competizioni, un’intuizione che rivoluziona la costruzione dei telai da corsa e porta l’azienda a stringere collaborazioni di prestigio, prima fra tutte quella trentennale con Ferrari. Nel 1989, proprio da questa partnership nasce il C35, telaio celebrativo del 35° anniversario della fondazione dell’azienda, disponibile sia in versione da corsa sia in versione da mountain bike.
Nel 1995 esce dalla fabbrica di Cambiago la prima bicicletta interamente in carbonio, un traguardo tecnologico che consolida ulteriormente la reputazione di Colnago come laboratorio di innovazione del Made in Italy applicato allo sport.






2020: il passaggio societario e l’era Pogačar
Nel 2020 Ernesto Colnago cede la maggioranza dell’azienda a Chimera Investments LLC. Proprio in quello stesso anno, il giovane campione sloveno Tadej Pogačar vince il Tour de France in sella a una bicicletta Colnago, inaugurando un nuovo capitolo di successi sportivi per il marchio di Cambiago.
Oggi la Colnago, 28 milioni di fatturato e centinaia di dipendenti, fa parte del Gruppo Chimera Investments. L’azienda esporta i propri prodotti in oltre quaranta paesi nel mondo, un’autentica ambasciatrice del Made in Italy.
Complimenti a chi porta il genio dell’Italia nel mondo!
Scopri altre eccellenze italiane nel mondo dello sport e del tempo libero.