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Taroni – Made in Italy

Taroni: un filo di seta che da oltre un secolo tesse una storia di creatività Made in Italy

Un filo sottile, prezioso, capace di attraversare più di un secolo senza spezzarsi. È quello della seta, materia prima e anima di Taroni, una delle realtà storiche della tradizione serica comasca che ha saputo sopravvivere alle crisi del settore e adattarsi ai cambiamenti del mercato, preservando l’artigianalità dei processi e un know-how tramandato da oltre 140 anni.

tempo di lettura10 minuti

Cosa c’entra il made in Italy con il film Barbie, dedicato alla bambola della Mattel, la bambola più famosa e venduta al mondo? C’entra eccome, visto che l’iconico vestito di Barbie (rosa a quadretti bianchi), indossato dalla protagonista Margot Robbie e disegnato dalla costumista premio Oscar Jacqueline Durran, è stato realizzato con le stoffe Taroni, eccellenza del Made in Italy famosa nel mondo per la qualità dei suoi tessuti.

Protagonista della tradizione tessile di Como da oltre 140 anni, Taroni ha sempre messo la seta al centro di un racconto che ancora oggi parla di qualità, ricerca e creatività, caratteristiche riconosciute e apprezzate dalle grandi case di moda internazionali.

Amedeo Taroni e la nascita del setificio

La storia di Taroni affonda le proprie radici nel distretto serico comasco, uno dei più prestigiosi al mondo. È qui che, nel 1880, nasce l’attività che sarebbe poi confluita nell’impresa fondata da Pietro Amedeo Taroni, tecnico serico e tessitore dalla grande sensibilità creativa. Nel 1921 Taroni riunisce diverse attività produttive e dà vita all’Industria serica Taroni S.p.A., destinata a diventare uno dei nomi più importanti della tessitura italiana.

Fin dagli inizi l’azienda si è distinta per la capacità di coniugare creatività, ricerca cromatica e innovazione tecnica. Per Taroni il tessuto era materia da sperimentare, combinando colori, filati e strutture sempre nuove.

La seta incontra la haute couture

Negli anni Trenta, Taroni sviluppa rapporti con le seterie francesi e con il mondo della haute couture. La seta Taroni inizia a entrare negli atelier e nelle collezioni dei grandi nomi della moda, un mondo in cui creatività, tecnica e lusso devono convivere.

Si tratta di un periodo importante, perché contribuisce a consolidare una caratteristica fondamentale dell’azienda: la capacità di dialogare con stilisti e maison e di tradurre la creatività della moda in materia tessile.

Il boom della moda italiana

Il periodo bellico non interrompe completamente l’attività dell’azienda, che, oltre a tessuti per l’abbigliamento, produce seta per i paracadute. Dopo la guerra, la moda italiana cresce rapidamente e aumenta la domanda di tessuti di alta qualità. Taroni torna a lavorare per le grandi sartorie italiane e rafforza i rapporti con i couturier francesi.

È il periodo in cui il Made in Italy comincia a trasformarsi in un vero e proprio valore riconosciuto nel mondo. E aziende come Taroni contribuiscono a costruirne la reputazione attraverso una manifattura fatta di competenze, creatività e attenzione quasi artigianale al dettaglio.

Tradizione e innovazione: la svolta negli anni Sessanta

Nel 1963 la guida dell’azienda passa a Giampaolo Porlezza, che porta avanti il patrimonio lasciato da Amedeo Taroni introducendo nuove idee. Da una parte vengono studiati i tessuti storici conservati nell’archivio aziendale, una preziosa fonte di ispirazione; dall’altra vengono sviluppate nuove collezioni, comprese numerose proposte stampate, più vicine ai gusti e alle esigenze della moda contemporanea. Nel 1967 l’azienda assume ufficialmente il nome di Taroni S.p.A.

Una nuova famiglia, la stessa identità

Nel 1999 la storia di Taroni incontra quella della famiglia Canepa. Giampaolo Porlezza cede l’azienda a Michele Canepa. Già vicepresidente dell’azienda tessile di famiglia, Canepa decide di intraprendere un percorso imprenditoriale individuale. La scelta è quella di mantenere il nome Taroni e la produzione della seta tradizionale, affiancando però ai telai artigianali macchinari di ultima generazione: una sintesi tra passato e presente che diventerà uno dei tratti distintivi dell’azienda.

Telai antichi e tecnologie contemporanee

Per oltre ottant’anni la produzione di Taroni è rimasta in via Morazzone, nel pieno centro storico di Como. Nel 2008, però, arriva un cambiamento importante: l’azienda trasferisce le attività produttive, i magazzini e gli uffici a Grandate, in una struttura più moderna.

Ma anche qui il passato continua a convivere con il presente. I telai tradizionali rimangono parte del patrimonio produttivo e affiancano macchinari e tecnologie più moderne. Il nuovo sito consente di migliorare il controllo di qualità lungo l’intera filiera produttiva e di aumentare i volumi, senza rinunciare all’attenzione artigianale che da sempre contraddistingue il marchio.

La seta come materia da reinventare

Oggi la seta Taroni continua a parlare soprattutto il linguaggio della moda. Ma non soltanto. L’azienda porta il proprio know-how anche nel mondo del design e dell’interior design, esplorando nuove possibilità per una materia che sembra non aver mai smesso di reinventarsi.

Nel 2021 arriva inoltre l’acquisizione di STIL Srl, una realtà comasca specializzata nella stampa tessile. È un ulteriore passo nella costruzione di un percorso capace di unire competenze diverse e rafforzare il controllo sulla filiera.

Una nuova generazione al telaio

Oggi il setificio Taroni guarda al futuro con Maximilian Canepa, figlio di Michele, che ricopre il ruolo di CEO e direttore creativo. Cresciuto negli Stati Uniti, dove ha studiato arte e fotografia, Maximilian è entrato nell’azienda di famiglia nel 2013, imparando il mestiere partendo dal lavoro più operativo fino ad assumerne la guida.

Con oltre 140 anni di storia, Taroni è oggi considerata la tessitura serica più antica di Como ancora attiva e vanta un portafoglio di oltre 600 clienti in tutto il mondo, tra cui le principali maison dell’haute couture e del prêt-à-porter internazionali.

Complimenti a chi porta l’eccellenza delle stoffe Made in Italy ad Hollywood e nel mondo!

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