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Ludoil Energy – Made in Italy

Ludoil Energy, dalla distribuzione di carburanti alla nuova frontiera dell’energia italiana

Una storia imprenditoriale iniziata nel 1954, costruita attraverso acquisizioni, infrastrutture e diversificazione. Oggi Ludoil Energy è un gruppo integrato che opera lungo la filiera dell’energia e che, con l’acquisizione di ISAB, rafforza il proprio ruolo nel sistema energetico italiano.

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Ci sono imprese che crescono ampliando progressivamente ciò che già fanno e altre che scelgono di cambiare scala, entrando in territori nuovi senza perdere il legame con la propria storia. Ludoil Energy appartiene a questa seconda categoria. La sua vicenda imprenditoriale comincia nel 1954 a Nola, in Campania, con un’attività familiare dedicata alla distribuzione di carburanti. Più di settant’anni dopo, quello stesso gruppo è arrivato a presidiare una filiera che comprende approvvigionamento, stoccaggio, logistica, distribuzione, carburanti per l’aviazione, biometano e fonti rinnovabili. Un percorso costruito nel tempo che offre un esempio interessante di evoluzione di un’impresa familiare Made in Italy.

Dalla distribuzione alla filiera energetica

La storia di Ludoil prende avvio nel 1954, quando Donato Ammaturo, nonno dell’attuale presidente e CEO, fonda un’attività di distribuzione di carburanti nel Centro-Sud. Il primo deposito di stoccaggio nasce a Nola ed è ancora oggi operativo.

La svolta arriva nel 1998, quando l’attuale generazione della famiglia dà vita a Ludoil S.r.l. e avvia una strategia di crescita anche attraverso acquisizioni. La prima è quella di Darm Petroli, proprietaria di alcune stazioni di servizio.

Da quel momento il gruppo amplia progressivamente il proprio perimetro, passando dalla commercializzazione dei prodotti energetici alla gestione di infrastrutture logistiche e di stoccaggio. Oggi, secondo i dati del gruppo, Ludoil conta cinque depositi e circa 120 chilometri di oleodotti. Nel 2025 ha registrato 3,87 miliardi di euro di fatturato e 108 milioni di EBITDA.

Tra le infrastrutture più significative c’è il sistema che collega i depositi di Civitavecchia all’aeroporto di Roma-Fiumicino tramite un oleodotto lungo circa 63 chilometri. Una rete che ha assunto un ruolo anche nello sviluppo dei carburanti sostenibili per l’aviazione: Ludoil ha infatti avviato attività legate alla fornitura e movimentazione di Sustainable Aviation Fuel (SAF).

Dalla mobilità all’economia circolare

La diversificazione ha portato il gruppo anche verso l’economia circolare e le bioenergie. Nel 2023 Ludoil ha acquisito Isecold ed Engas, rafforzando la propria presenza nei settori della logistica e del biometano.

Una parte importante di questo percorso si concentra in Sicilia. Nel luglio 2025 è entrato in funzione l’impianto Raco di Belpasso, in provincia di Catania, che produce biometano dalla frazione organica dei rifiuti urbani per immetterlo nella rete nazionale.

A Dittaino, in provincia di Enna, è invece in fase di sviluppo il progetto Engas, destinato a trattare circa 69.000 tonnellate l’anno di frazione organica e verde per produrre biometano. Nel giugno 2026 il progetto è stato finanziato con un Green Bond da 40 milioni di euro, sottoscritto da Crédit Agricole Italia e UniCredit e assistito dalla Garanzia Archimede di SACE. È un’evoluzione che mostra come il gruppo stia cercando di sfruttare competenze e infrastrutture consolidate per entrare in nuove filiere legate alla transizione energetica.

ISAB, il nuovo capitolo

La tappa più importante della storia recente di Ludoil è arrivata nel 2026 con l’accordo per l’acquisizione del controllo di ISAB, società proprietaria della raffineria di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, e delle relative infrastrutture industriali, logistiche ed energetiche. L’operazione porta sotto il controllo di Ludoil uno dei principali poli di raffinazione in Italia e consente al gruppo di arrivare a controllare circa un quinto della capacità di raffinazione del Paese.

Per Ludoil si tratta di un salto dimensionale e, allo stesso tempo, di un ulteriore tassello nella costruzione di una filiera integrata: dall’approvvigionamento alla raffinazione, dalla logistica alla distribuzione.

Il gruppo ha dichiarato l’intenzione di accompagnare la trasformazione di ISAB verso un polo energetico integrato, sviluppando progressivamente anche nuove filiere legate ai biocarburanti avanzati, tra cui HVO e Sustainable Aviation Fuel.

Un Made in Italy fatto di competenze e infrastrutture

Più che una singola intuizione, la storia di Ludoil è quindi quella di una diversificazione progressiva. Un’impresa nata come attività familiare locale ha costruito nel tempo competenze, infrastrutture e capacità finanziarie sufficienti per operare in un settore strategico come quello energetico.

Il legame con il territorio rimane un elemento concreto del percorso: da Nola alla rete logistica di Civitavecchia, fino agli investimenti nel biometano in Sicilia e, oggi, alla raffineria di Priolo.

Allo stesso tempo, la crescita ha portato il gruppo verso una struttura sempre più articolata, con investimenti nella formazione interna e strumenti dedicati alla sostenibilità e alla governance.

L’ingresso di Ludoil in Unem, annunciato nel settembre 2026, segna un ulteriore passo in questa evoluzione. Il gruppo si presenta oggi con una presenza che attraversa diversi segmenti della filiera energetica italiana.

La sfida dei prossimi anni sarà integrare attività e competenze diverse e accompagnare la trasformazione degli asset tradizionali verso nuovi modelli energetici. Un percorso che rende la storia di Ludoil interessante anche nel racconto del Made in Italy contemporaneo: non solo prodotti, ma anche capacità industriale, investimenti, competenze e radicamento nei territori.

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